Il Terribile Inganno

– il lungometraggio

Maria partecipa a Milano allo "sciopero globale delle donne" proclamato l’8 marzo 2017 dal movimento femminista "Non Una Di Meno”

e da lì segue il movimento fino all’8 marzo 2020. Un racconto in prima persona della regista Maria Arena che attraverso l’incontro con le odierne pratiche femministe, fa un bilancio sull’esser donna oggi a partire da sé.

disponibile la proiezione per cinema e teatri

Sinossi

Il terribile inganno è il racconto in prima persona di Maria, cinquantenne, moglie, madre e lavoratrice, che fa un bilancio sull’esser donna oggi attraverso l’incontro con le odierne pratiche femministe del movimento “Non Una Di Meno” di Milano.  Incuriosita dallo “sciopero globale delle donne”, proclamato l’8 marzo 2017 da Non Una Di Meno, Maria partecipa alla manifestazione milanese.

Qui per la prima volta sente parlare del “Piano femminista contro la violenza maschile sulle donne e violenza di genere” che il movimento sta scrivendo.

La violenza, che ha al suo apice il ‘femminicidio’, viene descritta all’interno del Piano come sistemica, strutturale alla società, e non come un fatto solo privato. Il piano descrive le direzioni di un cambiamento necessario su tutti gli ambiti della società dove ancora viene replicata una prospettiva stereotipata e sessista dei generi e dei rapporti di potere tra essi.

Il film alterna momenti collettivi di attivismo e crescita del movimento Non Una Di Meno a riflessioni personali di Maria. Contemporaneamente segue più da vicino alcune giovani donne del movimento milanese dal 2017 al 2020. Alcune parti realizzate con la tecnica della animazione scandiscono la narrazione attraverso un dialogo tra Maria e una donna molto importante della Rivoluzione Francese rimossa dalla storia: Olympe De Gouges, autrice nel 1791 della ‘Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina’. Il film non ripercorre la storia del femminismo ma intende raccontare da vicino le pratiche e le ragioni dell’attivismo delle giovani del movimento oggi. Allo stesso tempo non si tratta di un film sul movimento Non Una Di Meno, né di un film militante del movimento, ma del racconto di una comune donna che vi aderisce.

Il giorno del mio cinquantesimo compleanno sono in compagnia di marito, figli e tanti amici. ‘Desiderio…’ ripetono le voci in coro intorno al cerchio di fuoco della torta. Quale desiderio?  Che cosa desiderare? Mi chiedo molte cose ultimamente… e da quando ho seguito una manifestazione femminista a Milano mi si è scoperchiato un mondo. Un mondo fatto di donne che sognano di cambiare le cose attraverso l’attivismo politico. L’incontro con le giovani del movimento “Non una di meno” mi ha spinta a fare un bilancio sull’esser donna oggi rileggendo alcuni fatti della mia vita che riguardano la formazione, il lavoro, la famiglia. Piano piano la parola femminismo ha assunto per me un nuovo significato. I diritti conquistati vanno difesi e il cammino non è ancora finito, e essere femminista è una postura necessaria ancora oggi. Ho intrapreso un viaggio in cui guardo innanzitutto al futuro con un desiderio di cambiamento verso tutto ciò che non avevo interrogato.

— Maria Arena

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